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ISCHIA/FALSI SCOOP DEL PIVELLO
Chi ciurla nel manico 
e rimesta nel fango

Spregevoli e raccogliticce notizie su falsi mandati di arresto. La maggioranza fa quadrato intorno 
al sindaco Brandi.

di Ella Mattera

Il perverso metodo della denuncia a raffica, colpisce anche il sindaco Giuseppe Brandi. Contro di lui una richiesta del pubblico ministero di proroga delle indagini e niente di più. Dopo l’accusa del consigliere di opposizione ed ex sindaco, Luigi Telese. Costui ha raccontato di un complotto ordito, con l’ex presidente del Cisi (consorzio servizi isola d’Ischia), Giuseppe Zabatta, Sergio D’arco, Franco Scotto D’Abusco e Luigi Mennella. Tutti coinvolti, a vario titolo, per costringere l’ex sindaco a dimettersi. Circostanza puntualmente verificatasi, secondo l’esposto, da attribuire alla corruzione dell’ex consigliere Scotto D’Abusco, diventato determinante per la raccolta delle undici firme, che provocarono la fine del mandato sindacale di Telese. L’accusa si arricchisce di altri particolari che fanno risalire a Brandi la frase: “pur di vederlo cacciato dal municipio, andrei in tanga in giro per il paese”.
La delazione, in ogni caso, resta tale e l’avviso di garanzia è un atto dovuto, nell’interesse esclusivo dell’indagato. L’opposizione invece cavalca la notizia dello scandalo e ipotizza scenari apocalittici. Fanno quadrato intorno al sindaco i partiti di maggioranza, Forza Italia, Alleanza Nazione e Unione democratica di centro. Non ha dubbi Carmine Bernardo, consigliere dell’Udc: “la denuncia in politica non crea proseliti. Il paese finalmente è pacificato e non accetta più di vivere il nefasto clima dell’ex giunta Telese. Dove ogni cittadino era aizzato l’un contro l’altro. La magistratura farà le indagini e la verità si saprà presto. L’opposizione non avrà vantaggi dallo sciacallaggio per trasformare chiunque in soggetto caricato di avvisi di garanzia. Resta la fiducia incondizionata al sindaco Brandi che continua a raccogliere consensi nel paese, anche in presenza di eventi drastici, come l’abbattimento in corso delle baracche abusive della riva destra”.
Il terremoto giudiziario in corso fa il paio con la decisione del Tar Campania, di rinviare al 21 febbraio 2003, l’esame del ricorso di un altro ex candidato sindaco, Biagio Di Meglio, battuto per dieci voti da Brandi. Una decisione che è stata sbandierata, dal ricorrente come una prima vittoria, in attesa di occupare la poltrona di primo cittadino. Un fuoco di fila che mette a dura prova la coalizione di centro destra, seppure decisa a sostenere il confronto con velleitari capricciosi ambiziosi utopici comportamenti.
Intanto nel paese si fa largo l’opinione che Biagio Di Meglio sia diventato omologo di Telese, nella convinzione di ritornare in politica, con la denuncia facile.